dim. Sep 20th, 2026
6e Trophée Top Automazioni : Poggio Torriana (RN)

Ordine d’arrivo
1° Marco Andrea Pierotto (Autozai Contri)
2° Tommaso Cingolani (Ethica Zero24 Cycling Team Ecotek)
3° Lorenzo Ferraro (Team Coratti)
4° Nicola Padovan (Accademia Ciclistica)
5° Luciano William Gaggioli (Team Vangi Tommasini Il Pirata)
6° Francesco Dell’Olio (Team Tommasini Il Pirata)
7° Filippo Colella (Team Neri Sottoli Lucchini Energy)
8° Alessandro Battistoni (Pool Cantu’ Gb Team)
9° Edoardo Fiorini (Ethica Zero24 Cycling Team Ecotek)
10° Mattia Moretti (Team Neri Sottoli Lucchini Energy)

Sotto il sole di fine estate, a Poggio Torriana (RN), si è corsa la 6ª edizione del Trofeo Top Automazioni, valevole anche come 3° Memorial Davide Bertozzi. In gara, a conferma di quanto la competizione stia attirando sempre più attenzione, si sono presentate 29 delle migliori formazioni del ranking nazionale e internazionale: 158 juniores pronti a dare spettacolo.

Fin dalla partenza, il gruppo ha mostrato un ritmo vivo: circa 44,5 km/h e poche concessioni, con alcuni tentativi di allungo subito ripresi. La corsa ha preso forma tra le valli del fiume Marecchia e Uso, fino a sfiorare il territorio di Savignano sul Rubicone.

Al passaggio del GPM (inizio secondo giro, km ~48, per la classifica a punti), lo sprint è stato vinto da Santiago – MonexPro, davanti a Zago – Forniture Moro e Colella – Team Neri. Dopo oltre sessanta chilometri, mentre si disputavano i traguardi volanti con Esch – German Junior e Majnik – PogiTeam, il plotone restava compatto: a metà gara, nessuno voleva scoprire troppo presto le carte.

Nella fase decisiva, però, l’andatura è cambiata. Al terzo passaggio in zona GPM, con l’ultimo dei giri lunghi, Dandrea – Team Tiepolo, Paolelli – Ecoteck e Bandini General System hanno iniziato a spingere, guadagnando circa 10 secondi. Poi la corsa si è riorganizzata: dalla fuga originaria sono usciti altri sei atleti, andando a comporre un drappello di nove uomini.

Da lì in avanti, la dinamica si è fatta ancora più “da corsa vera”. In breve tempo, i riferimenti in testa sono cambiati e a prendere l’iniziativa sono stati Deon – Accademia Ciclistica, Renzi – General System, Tomassini – Vangi, Fiumara – Italia Nuova e Rist – German. Il loro vantaggio è cresciuto progressivamente, superando anche i 30 secondi.

Al km 94, in occasione del GPM valido per la classifica a punti, sono passati in ordine Renzi, Deon e Tommasini. Alle loro spalle, il gruppo ha ricucito rapidamente: il divario è sceso fino a 13 secondi.
A quel punto, Renzi e Tommasini hanno conquistato anche l’ultimo traguardo volante, ma la fuga è stata riassorbita poco dopo il centesimo chilometro. Da lì, nuova bagarre e tentativi di scatto che non hanno trovato pace, mentre il gruppo rimaneva sempre in scia, lasciando immaginare un finale in volata.

Nell’ultima tornata utile per la classifica a punti del GPM hanno sfilato: Bandini – General System, Zago – Forniture Moro, Gaggioli – Team Vangi. Negli ultimi chilometri, la situazione si è stabilizzata: niente spazio per attacchi a sorpresa e la corsa si è preparata a “lanciare” i propri finisseur.

Dopo 2h58’, è arrivato lo sprint. A festeggiare il successo è stato Marco Pierotto (Autozai Contri), che conquista la terza vittoria stagionale. Alle sue spalle, per pochissimo, Tommaso Cingolani (Team Ecotek) e Lorenzo Ferraro (Team Coratti).

Points à retenir

  • Il ritmo alto (circa 44,5 km/h) ha tenuto il gruppo “sveglio” fin da subito: quando qualcuno prova a scappare, la risposta arriva quasi immediata.
  • La corsa ha alternato fasi di controllo e accelerazioni: i traguardi volanti hanno influenzato le mosse, ma il plotone non ha mai regalato troppo tempo.
  • Il vantaggio della fuga è cresciuto fino a oltre 30 secondi, poi la rimonta del gruppo ha cambiato completamente l’inerzia verso l’ultima parte.
  • Nel finale, con gli ultimi due chilometri di discesa, le squadre hanno fatto quello che ogni squadra spera: organizzare la volata senza consegnare la corsa agli imprevisti.
  • Tre vittorie stagionali per Pierotto: non è magia, è gestione… e una buona lettura del momento giusto quando “tutti pensano alla volata”.

Per come la vedo io, questo tipo di gare juniores racconta una verità semplice: vince chi si fa trovare pronto quando la corsa smette di essere una sequenza di scatti e diventa una decisione collettiva. E oggi, più che “un arrivo in volata”, è stato un promemoria: il futuro del ciclismo si costruisce anche con corse tirate, tattica concreta e ragazzi che non aspettano che succeda qualcosa—lo vanno a cercare. Da giornalista, per me è una cosa da tenere stretta, con la stessa attenzione con cui si tiene d’occhio un GPM: perché spesso cambia davvero la gara.


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