Zone (BS) – Dimanche 23 août, Zone a accueilli la 4e édition de la Stragölem MTB 2026, la granfondo bresciana che, sullo sfondo del Monte Guglielmo (il celebre “Gölem”), mette in palio anche il tratto più atteso della giornata.

Per molti biker, inoltre, era anche il ritorno alle gare dopo la pausa di agosto. Nelle prime due domeniche del mese il calendario delle granfondo aveva rallentato, lasciando qualche settimana di recupero prima di rimettere il numero davanti alla mountain bike.
Rispetto alle settimane precedenti, caratterizzate da caldo intenso, stamattina a Zone l’aria era diversa. La pioggia caduta giovedì e venerdì ha raffrescato terreno e temperature senza complicare la vita al percorso: alla partenza si sono registrati circa 18 gradi con cielo coperto, mentre verso il traguardo il termometro era destinato a salire fino a 28 gradi. Condizioni abbastanza “gentili” per affrontare una salita lunga come quella verso il Gölem.

La Stragölem MTB, organizzata dallo Zone Racing Team, ha mantenuto la stessa impostazione logistica delle precedenti edizioni: ritrovo al Centro Sportivo di via Valurbes, sede della manifestazione, con partenza e arrivo nel campo di calcio adiacente.

Il Brixia Adventure MTB riparte da Zone
Quest’anno la Stragölem MTB era la 7ª e penultima prova del Brixia Adventure MTB. Un appuntamento che, dopo la pausa estiva, ha rimesso in moto la sfida per le classifiche del circuito.

In griglia erano presenti anche i leader delle varie categorie, riconoscibili dalle maglie azzurre del Brixia Adventure MTB. Con solo un appuntamento rimanente prima della chiusura, l’obiettivo era chiaro: difendere la posizione fino in fondo (o almeno provarci).
Rispetto allo scorso anno, quando a Zone si è arrivati al verdetto del circuito, nel 2026 la conclusione slitta più avanti: l’ultima prova è prevista sabato 3 ottobre a Berzo Demo.

Un percorso cambiato: via la salita iniziale al Monte Aguina
La principale novità della quarta edizione riguarda il percorso. Lo Zone Racing Team, guidato dal Presidente Enrico Bordiga e supportato da circa 120 volontari, ha ridisegnato il tracciato eliminando la salita iniziale al Monte Aguina, presente nelle edizioni precedenti e utile a portare i biker fino a circa 1.200 metri di quota.

La Stragölem MTB 2026 si è quindi attestata su circa 35 chilometri e 1.450 metri di dislivello positivo, rispetto ai circa 1.700 metri del 2025. Dopo un primo tratto nei dintorni di Zone, la gara ha subito preso la direzione della lunga ascesa al Monte Guglielmo.
Il Gölem è rimasto il passaggio simbolo: il terreno su cui provare a fare la differenza, prima del lungo rientro verso Zone tramite mulattiere, sentieri naturali, single track e tratti tecnici preparati nelle settimane precedenti dallo staff.
La gara maschile
La partenza è avvenuta alle 9:30 come da programma. Dopo il giro attorno al centro abitato di Zone, si è aperta la lunghissima salita verso il Monte Guglielmo.
Al comando si sono portati in quattro: Lorenzo Allodi e Juri Ragnoli dell’El Camös Racing Team, il colombiano Jhonnatan Botero Villegas (di ritorno in Italia dopo otto anni in vista dei Mondiali della Val di Sole) e il giovane Gabriele Canali dell’Oxygen EBike Store Brescia.
Quando la salita ha iniziato a “stringere” davvero, il gruppo ha iniziato a dividersi. Davanti sono rimasti Allodi e Botero Villegas; un po’ più indietro pedalavano Ragnoli e Canali. Poi Allodi ha preso il ritmo, staccato Botero Villegas ed è scollinato per primo sul Monte Guglielmo. Alle sue spalle, Canali è riuscito a guadagnare qualcosa su Ragnoli.

Discesa lunga e giro finale attorno a Zone non hanno cambiato le gerarchie. Dopo 1 ora 43 minuti e 4 secondi, Lorenzo Allodi ha tagliato il traguardo per il secondo anno consecutivo sul gradino più alto della Stragölem MTB. Alle sue spalle Jhonnatan Botero Villegas, a 2 minuti e 18 secondi; il terzo posto è andato a Gabriele Canali, a 2 minuti e 53 secondi. Subito dopo Juri Ragnoli e Andrea Bertuletti.

Classifica maschile (top 5)
- Lorenzo Allodi – EL CAMOS RACING TEAM – 1:43:11
- Jhonnatan Botero Villegas – GW ERCO SPORTFITNESS COLOMBIA – 1:45:29
- Gabriele Canali – OXYGEN EBIKE STORE BRESCIA – 1:46:03
- Juri Ragnoli – EL CAMOS RACING TEAM – 1:48:41
- Andrea Lino Bertuletti – KTM ACADEMY LE MARMOTTE – 1:50:23
Maria Cristina Nisi non si ferma più
Nella gara femminile è arrivato un altro successo di stagione per Maria Cristina Nisi. La portacolori della Cicli Andreis Gioielleria Dal Colle ha preso in mano la situazione fin dall’inizio e, nella salita verso il Monte Guglielmo, ha costruito un margine che le ha permesso di gestire anche la lunga discesa fino al rientro a Zone.

Nisi ha chiuso in 2 ore 7 minuti e 40 secondi. Seconda Valentina Garattini (Niardo for Bike), distanziata di 13 minuti e 58 secondi; sul terzo gradino del podio è salita la greca Athina Tzoulaki (compagna di squadra della vincitrice), a 16 minuti e 41 secondi.
Classifica femminile (top 5)
- Maria Cristina Nisi – CICLI ANDREIS GIOIELLERIA DAL COLLE – 2:07:40
- Valentina Garattini – NIARDO FOR BIKE A.S.D. – 2:21:38
- Athina Tzoulaki – ASD ANDREIS CICLI MTB – 2:24:21
- Vittoria Girardi – KTM ACADEMY LE MARMOTTE – 2:28:46
- Lidia Moioli – BIKERS PETOSINO SCUOLA MTB – 2:28:49
Points à retenir
- Il ritorno dopo agosto ha coinciso con temperature più comode: non è magia, ma aiuta anche chi non si allena “tutto l’anno”.
- Il percorso cambia: sparisce la salita iniziale al Monte Aguina, mentre resta il peso del Gölem, che continua a fare selezione.
- Nel maschile, la gara si è rotta in salita e poi la leadership non è più “scappata”: la matematica ha avuto la meglio, per una volta.
- Nella prova femminile, Maria Cristina Nisi ha gestito con una tranquillità che fa quasi tenerezza ai rivali (quasi).
- Il Brixia Adventure MTB resta in corsa fino all’ultima tappa di ottobre: nel frattempo, ogni pedalata pesa.
In fondo, seguire una granfondo come la Stragölem MTB è un po’ come osservare un buon romanzo di montagna: non serve andare più forte di tutti, serve capire quando la storia gira. Da giornalista, mi piace che a Zone ci sia spazio sia per la fatica sia per la continuità: sport, organizzazione e comunità locale che non si limitano a “fare la corsa”, ma tengono in vita una cultura. E sì, io ci credo: quando le gare sono ben curate, diventano anche un modo concreto per parlare di territorio, di inclusione e di partecipazione. Quello, per me, vale più di qualsiasi tempo.